| ABBONAMENTO “LA CHINA” |



L’inizio della primavera a Pechino è solitamente un po’ fredda. Eppure, mentre aspettavo nell’ambasciata Reale della Tailandia in Cina, in attesa di intervistate l’ambasciatore Rathakit Manathat in un pomeriggio di febbruaio, era una giornata di tiepido sole.
Nel mese di novembre 2008 due aeroporti della capitale tailandese, Bangkok, sono stati costretti a chiudere a causa di alcune proteste anti-governative. Il turismo, industria pilastro della Tailandia è stato colpito fortemente da questi eventi tumultuosi. A causa della situazione politica instabile nel paese, il XIV vertice dell’Associazione delle Nazione del Sud-Est Asiatico (Association of South-East Asian Nations - ASEAN) è stato rimandato da dicembre dell’anno scorso a febbraio di quest’anno e la città ospite è stata cambiata alla piccola città costiera di Hua Hin. Così l’intervista della nostra rivista con l’ambasciatore sarà incentrata sull’attuale situazione politica della Tailandia e il ritorno alla normalità, fra cui la ripresa del turismo e il vertice dell’ASEAN.
Per molti cinesi Bangkok, Pattaya e l’isola di Phuket sono più che semplicemente nomi familiari. Da quando la Cina ha avviato la politica di riforma e apertura, la Tailandia è una destinazione molto richiesta dai turisti cinesi quando si recano all’estero per la prima volta. Ancora meglio è per chi sa parlare l’inglese così che può viaggiare liberamente in questo splendido paese. Da una recente inchiesta condotta da un portale web cinese molto conosciuto è risultato che, nonostante gli eventi tumultuosi avvenuti in Tailandia lo scorso anno, l’isola di Phuket e Chiang Mai hanno continuato a restare le destinazioni preferite dei turisti cinesi che vanno in viaggio nell’Asia sud-orientale. “C’è un’incredibile varietà di scelta in Tailandia. Gli amanti del sole possono andare a sud dove sono numerose isole meravigliose. Chi ama le antiche civiltà può scegliere di dirigersi verso nord a Chiang Rai e Chiang Mai, due delle più antiche città tailandesi. E se invece non avete voglia di muovervi tropo, basta semplicemente godersi Bangkok. Scoprire la città e fare acquisti è già una buona combinazione per una vacanza favolosa” ha detto un frequentatore della rete di nome Sole Splendente.
“Prima di tutto vorrei rendere le mie scuse a quei turisti che hanno dovuto aspettare negli aeroporti in Thailandia l’anno scorso, fra cui numerosi cinesi. Ma posso assicurare a tutti che, in totale fiducia, il governo e il nostro nuovo primo ministro non intendono fare che qualcosa del genere si verifichi ancora, chiudere gli aeroporti. E il popolo tailandese non permetterà che questo avvenga una seconda volta” ha affermato l’ambasciatore all’inizio dell’intervista.
All’inizio del 2009, il mercato turistico tailandese ha riinizato a recuperare. In riferimento alle misure prese dal governo tailandese per beneficiare il mercato, l’ambasciatore aveva molto da dire. “Diversificheremo ancora di più il nostro mercato”.
“Di solito il mercato turistico si suddivide in numerose categorie, delle quali gran parte sono classificate di ‘classe A’. Il governo tailandese ha dato molta importanza al mercato di alta qualità introducendo alcuni programmi pacchetto di viaggio, fra cui il golf e i viaggi di nozze. In Tailandia sono presenti nomi di gestori e luoghi meravigliosi di cui spesso i turisti cinesi non sono a conoscenza. Speriamo quindi che si godano gli acquisti e le visite nel nostro paese” ha detto l’ambasciatore Manathat. Ed ha espresso il suo augruio di vedere sempre più turisti cinesi recarsi nel suo paese. “Scopriranno che la Tailandia è nel contempo affascinante, ricca di colori e un luogo sicuro in cui viaggiare, come lo era prima”.
Il governo tailandese ha lanciato una serie di programmi promozionali per il turismo. Quest’anno in giugno si terrà la Grande Svendita del 2009 della Splendida Tailandia, gli annuali tre mesi di acquisti sfrenati. Gli sconti applicati a numerosi prodotti di alta qualità internazionale, vanno dal 30 al 70 per cento e sono promossi dai principali grandi magazzini, dai centri commerciali, dai duty free, dalle compagnie aeree, dagli alberghi, dai centri di cura e bellezza, dai golf-club, dalle agenzie di viaggio online, dalle gioiellerie e dall’insieme di outlet che si trovano nelle cosiddette “Vie dello Shopping” presenti a Bangkok; inoltre si tengono numerosi eventi speciali in altre note destinazioni turistiche della Tailandia, fra cui Chiang Mai, Phuket, Pattaya, Hua Hin e Hat Yai.
Presto si festeggerà l’imminente Nuovo Anno Tailandese, che si celebra ogni anno dal 13 al 15 aprile. Chiamato ‘Songkran’, nome derivato dal sanscrito, significa, appunto, inizio di un nuovo anno solare. Questa festività cade nel periodo più caldo dell’anno, alla fine della stagione secca. Ecco perché uno dei modi tipici per festeggiarlo è quello di lanciarsi acqua. Tutti si infradiciano e visto che si tratta della stagione più calda dell’anno è una tradizione che rinfresca piacevolmente. Il Songkran è anche la Festa delle Pulizie di Primavera, secondo cui, anche per fede religiosa, si devono buttare vecchi oggetti o inutili, altrimenti porteranno sfortuna a chi li possiede.
Oltre ai gavettoni, si usa celebrare questa festa con una visita presso un tempio buddista e dare da mangiare alle scimmie. Ed è abitudine locale lucidare le statue di Buddha delle icone che si tengono a casa, così come immagini dei Buddha nei monasteri, usando acqua mischiata a un profumo tipico della Tailandia. Si crede che facendo ciò si porti buona fortuna all’andamento del Nuovo Anno. In numerose città, fra cui Chiang Mai, le immagini del Buddha dei monasteri più importanti della città vengono portati in processione per strada verso cui la gente lancia acqua effettuando quindi il rito del “bagno” delle immagini, mentre passano sopra carri decorati. Nella parte settentrionale della Tailandia si porta della sabbia nel monastero più vicino per compensare lo sporco che hanno portato con i loro piedi durante il resto dell’anno. La sabbia viene quindi modellata a forma di stupa (pagode) che vengono poi decorate con bandierine multicolore. “Si sta avvicinando il Songkran anche quest’anno. Visitare la Tailandia in questo periodo è veramente un’esperienza che merita d’essere vissuta” dice l’ambasciatore.
L’impegno continuo per rendere più rapida la vitalità del settore turistico in Tailandia si mostra anche quando, durante la nostra intervista, l’ambasciatore ha detto che il governo tailandese ha accettato di esentare dalle tasse per la richiesta del visto i turisti cinesi per un periodo di tre mesi che va dal 5 marzo al 4 giugno 2009. Per rivitalizzare l’industria turistica e garantire al paese una posizione competitiva nell’ambito della crisi economica finanziaria, il governo tailandese ha stipulato numerose politiche. “La nostra ambasciata ha fatto una proposta al governo, suggerendo che vengano aggiunti indicazioni scritte anche in cinese nei siti più visitati dai turisti cinesi”.
Parlando delle misure concrete prese dal governo per affrontare la crisi globale, l’ambasciatore ha ancora una volta, parecchio da dire: “Abbiamo stipulato politiche sia a breve che a lungo termine: come molti paesi, compresa la Cina, abbiamo adottata più o meno le stesse misure. Abbiamo fatto grossi investimenti nella realizzazione delle infrastrutture, dei sistemi di trasporto e in progetti di conservazione dell’acqua. Abbiamo promulgato politiche che portano benefici giornalieri al nostro popolo, stimolando il consumo e fornendo sussidi ai cittadini a basso reddito. Il nostro governo sta inoltre mettendo in atto una politica per esentare per sei mesi il pagamento della corrente e dell’acqua ai nostri cittadini. E stiamo regolando i tassi di interesse delle banche”.
Per ciò che riguarda le politiche a lungo termine, il governo tailandese si concentra nel miglioramento del sistema legale e dei regolamenti. Per migliorare gli investimenti sono state avviate leggi e regolamenti preferenziali, così da attrarre quanti più possibile investimenti stranieri diretti. “Riteniamo che queste politiche favoriranno l’economia della Tailandia stimolandone la crescita. Diamo il nostro benvenuto agli investitori, in particolar modo a quelli asiatici, fra cui gli investitori cinesi, che vorranno giungere in Tailandia”.
Parlando dei 34 anni di relazioni diplomatiche ufficiali intercorse fra la Cina e la Tailandia a partire dal 1975, l’ambasciatore Manathat dice che la Cina è un vero amico del suo paese. Ogni volta che la Tailandia ha dovuto affrontare delle difficoltà la Cina si è offerta, disposta a dare una mano d’aiuto.
“Trentaquattro anni sono gli anni in cui i due paesi hanno stabilito formalmente delle relazioni diplomatiche: ma in realtà la nostra amicizia dura da ben più a lungo. Questi ultimi 34 anni hanno testimoniato a grandi passi e successi raggiunti nella cooperazione fra la Cina e la Tailandia”. L’ambasciatore descrive l’amicizia fra i nostri due paesi come “fra familiari”. Dice che nell’arena politica internazionale la Cina vanta un grande potere. La Tailandia è un paese importante a livello regionale. Negli ultimi anni la Tailandia ha assistito a un rapido sviluppo economico. Diversi anni fa la Cina e la Tailandia prefissarono un obiettivo: che il volume di scambio commerciale arrivasse a 50 miliardi di dollari americani. “Ritengo che questo obiettivo da raggiungere 2010 sarà realizzato”.
“Vi è qualcosa di molto speciale nella relazione sino-tailandese. Questi due popoli hanno la pensano e percepiscono numerose situazioni nello stesso modo. Quando si è verificato il grave terremoto di Wenchuan numerosi amici internazionali hanno offerto aiuto e denaro. È una pratica diplomatica comune. Tuttavia per me si tratta di un’esperienza speciale. Perché il popolo tailandese ha vissuto questa esperienza come se fosse accaduto alla nostra terra, al nostro popolo. Molti si sono sentiti nei panni delle vittime colpite dal terremoto in Sichuan. Per la prima volta da quando sono diventato diplomatico, ho percepito questo forte senso di compassione da parte del mio popolo verso il popolo di un altro paese. Persone di ogni dove, cittadini comuni e ufficiali governativi, hanno mostrato dispiacere e compassione”.
“Crediamo che sia il popolo che il governo cinese abbiano sentito le stesse emozioni quando il nostro paese è stato colpita dal terribile tsunami o quando si è verificato quel terribile incendio all’inizio di quest’anno. La nostra amicizia rende le nostre relazioni molto speciali, una relazione bilaterale permanente. Se mi chiedete cosa penso delle relazioni sino-tailandesi, rispondo che la Cina è un nostro vero amico. La nostra amicizia non è una cosa buona soltanto per la pace e lo sviluppo delle nostre aree, ma per il mondo intero. Per ciò che riguarda l’aspetto sociale ed economico, la cooperazione fra i nostri due paesi costituisce un buon esempio per lo sviluppo di relazioni internazionali bilaterali” ha detto l’ambasciatore.