| ABBONAMENTO “LA CHINA” |



“Sono 138 i passi dal Ponte dell’Acqua Dorata, di fronte al Rostro della Porta della Pace Celeste fino all’asta della bandiera. Quindi, schiaccia il pulsante, si solleva la bandiera nazionale, si fa il saluto, gli occhi rivolti in avanti ed, esattamente due minuti e 7 secondi senza un batter di ciglia…”. Sono passati 15 anni da quando vi ha partecipato, ma Zhao Xinfeng si ricorda ancora ogni istante della procedura dell’alza bandiera. Ottavo capo della Squadra della Bandiera Nazionale della Divisione di Guardia di Piazza Tian’anmen, Zhao ritiene che la bandiera nazionale cinese sia insieme un simbolo del paese e un aspetto essenziale della sua vita.



Nato nel 1970 in una famiglia di contadini della provincia dello Shandong, Zhao Xinfeng si è arruolato nell’esercito nel 1989. A quell’epoca molti consideravano l’arruolamento nell’esercito come una saggia scelta di carriera, giacché sembravano esserci meno competizione e più opportunità per la promozione. “Ma non pensavo veramente di fare carriera” dice Zhao. “Volevo semplicemente venire a Pechino, il cuore della Cina. Credevo di essere più utile qui”. Dopo diverse fasi selettive Zhao fu arruolato per la Divisione di Guardia di Piazza Tian’anmen. In seguito, dopo una serie di esercitazioni, la splendida esecuzione di Zhao gli permise di diventare uno dei sette soldati della prestigiosa Squadra della Bandiera Nazionale. “Diligente e gran lavoratore, avevo mostrato grandi capacità militare durante le esercitazioni. Sono stato fortunato a venire selezionato” dice oggi Zhao.
Nel giugno del 1989, la nuova vita di Zhao nella Squadra della Bandiera Nazionale ebbe inizio, con la responsabilità di alzare e calare la bandiera in Piazza Tian’anmen e stare come guardia permanente sotto l’asta della bandiera. Il suo lavoro era piuttosto differente dagli altri settori dell’esercito, visto che la Squadra della Bandiera Nazionale non ha un programma di orari quotidiani fissi. Infatti l’alza e l’ammaina bandiera si tengono in corrispondenza degli orari dell’alba e del tramonto, per cui Zhao e i suoi compagni devono alzarsi e vestirsi in orari che variano a seconda della stagione dell’anno. Le dure esercitazioni si ripetevano regolarmente assicurando i loro movimenti rituali quotidiani, a qualsiasi ora. E Zhao non se ne lamenta: “rispetto alla responsabilità del nostro compito, non trovo che il nostro allenamento fosse veramente duro. Facevamo molta attenzione alla precisione e alla regolarità. La preparazione infinita poteva a volte essere noiosa, ma ogni volta che vedevo levarsi la bandiera e che sentivo l’inno nazionale, sentivo una tale fierezza che mi ripagava di tutte le difficoltà che questo compito comporta. Ho compreso meglio il significato di bandiera nazionale e di patria.”
Assistere alla cerimonia di alza o di ammaina bandiera è una delle attrazioni tipiche di una visita a Pechino, specie in occasione delle festività locali. Il giorno della festa della Repubblica Popolare Cinese del 2003 sono stati circa 250.000 i visitatori che si sono riversati in piazza Tian’anmen ad assistere all’alza bandiera. Oltre al rito dell’alza e dell’ammaina bandiera, i membri della Squadra della Bandiera fanno la guardia stabile sotto l’asta della bandiera tutto l’anno, immobili per due ore, dopo di che, si alternano, a turno. “Alcuni visitatori stranieri hanno pensato che fossimo delle statue” ricorda Zhao tutto orgoglioso. “Quando ruotavamo gli sembrava incredibile che potessimo muoverci. Ed erano meravigliati dalla nostra forza e ci hanno fatto i complimenti dicendo che siamo i soldati più disciplinati del mondo”.