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La generazione degli anni ’90 va all’università
Testo di Wang Yongqiang

Per la generazione post anni ‘90, i modelli di riferimento da cui imparare sono numerosi. Yu Minhong, presidente del Gruppo di Nuova Educazione Orientale, i cui studenti sono oggi sparsi nel mondo, ne è un buon esempio.

Materassini e coperte rivestono il pavimento della palestra, forniti dalla scuola gratuitamente per i genitori apprensivi.

Zhang Zhi, laureato all’Università di Shenyang nel 2007, ha avviato la propria attività di prodotti alimentari fondato sul latte di soia il 20 2009. Alcuni anni or sono, la generazione di Zhang, conosciuta come Generazione Post anni ‘80, era stata accusata di irresponsabilità e pigrizia. 

        Come in tanti parti del mondo i primi di settembre segnano l’inizio dei corsi universitari: quest’anno la Cina ha visto compierne il primo passo sei milioni e duecentonovantamila nuovi studenti, molti dei quali nati agli inizi degli anni ’90.

         Di recente l’articolo su un blog cinese ha attratto l’attenzione parlando relativamente alla forte tendenza fra le nuove matricole. Il titolo dell’argomento era “Genitori e familiari delle matricole universitarie, imbarazzati, dormono sul pavimento” in cui è descritto come gran parte delle nuove matricole giungano agli istituti universitari scortati dalla loro intera famiglia. E porta come esempio quello di uno studente che “è stato accompagnato da un totale di sette adulti, fra cui genitori, nonni e alcuni altri parenti, che hanno portato per lui dieci valigie. Un tutor universitario ci dice: “Quando ho iniziato a fare il precettore di una classe di matricole nel 1996, solo uno studente giunse senza un familiare come accompagnatore e si iscrisse da solo. Adesso, che uno studente si iscriva da solo capita soltanto ogni mille”.

         Secondo l’autore del blog, questo 18enne è stato trattato dai genitori come un bambino all’entrata della scuola materna, perché sarebbe stato loro inconcepibile lasciare andare il figlio a scuola e iscriversi da solo. Ancora più sorprendente è il fenomeno dei genitori che addirittura lasciano il loro lavoro e si trasferiscono nella città in cui si trova l’università del figlio e prendono in affitto un appartamento vicino alla scuola per prendersi cura del loro pargolo. C’è anche chi fra di essi insiste a seguire lo studente fino al campus ma non è in grado di permettersi un albergo e quindi dorme all’università. La foto inserita nel blog descrive una scena “spettacolare” di genitori che dormono sul pavimento della palestra su materassini forniti dalla scuola gratuitamente. L’autore del blog sostiene che alcuni studenti necessitano talmente di cure e attenzioni anche a costo di far dormire la propria famiglia sul pavimento.

         Un’altra notizia riporta di un caso dell’università di Wuhan che parla di una madre che, disperata, singhiozza dal rettore perché ritiene che la figlia sia “in pericolo” per l’assenza nel dormitorio dell’aria condizionata. Il rettore non ha potuto far altro che spiegare che si era fatto già molto per migliorare gradualmente le condizioni di vita per tutti gli studenti.

         Alcuni istituti universitari stanno già prendendo misure per opporsi a questa tendenza. Per incoraggiare le matricole a entrare senza essere accompagnati dalla famiglia, l’Università di Pechino di Politica dei Giovani ha adottato una politica di incentivi che prevede un premio di 100 yuan a tutti gli studenti che andavano al primo giorno di scuola senza genitori.

         In un altro blog, si parla di un’interessante analogia al contrario: in America le università, incoraggiano i genitori a scortare i figli all’inizio dei corsi. Secondo l’articolo per numerosi genitori americani accompagnare i loro figli all’università e come comprare un’auto, per cui ne osservano con attenzione ogni dettaglio prima di effettuarne l’acquisto. Per i genitori statunitensi la formazione scolastica è solitamente il più grande investimento finanziario sui figli, per cui controllare minuziosamente la scuola è considerata cosa giusta e responsabile. Dal punto di vista delle università, il desiderio dei genitori di partecipare all’educazione dei figli riflette la normale preoccupazione di un genitore per il benessere del figlio e aiuta a creare una coesione fra la scuola, lo studente e i genitori. L’autore dell’articolo vede l’indipendenza dei genitori in termini più economici, giacché un’alta percentuale di studenti americani paga da sé le tasse universitarie attraverso lavori part-time, programmi di studio e lavoro e prestiti governativi che posso essere restituiti dopo la laurea.

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