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del lago Houhai e della Torre del Tamburo, a Pechino. Nonostante la numerosa presenza di localini, ristoranti e cafetterie, Nanluoguxiang (il viale meridionale del Tamburo) è ancora una delle aree più belle di Pechino. L’aspetto dell’architettura tradizionale che ne caratterizza anche le aree circostanti offre una pausa accogliente dall’immensità oppressiva delle altri parti della città, qui il rumore è in generale sotto controllo finora non vi sono ancora arrivati aggressivi venditori ambulanti.
Agli occhi di alcuni Nanluoguxiang è sopratutto la via di una comunità di traduttori stranieri, scrittori, fotografi e artisti. Il senso comunitario della via è palpabile, e occorre poco tempo per conoscere i nomi di chi la frequenta e trovarvi il proprio locale preferito. Che sia per un caffè o solo per un luogo tranquillo dove sorseggiare qualcosa da bere e lavorare nel contempo, Nanluoguxiang può essere una buona scelta.
Il viale
Nanluoguxiang, stretto e lungo vicolo tradizionale cinese (elemento dell’antica struttura urbana della città, detto hutong) nel distretto di Dongcheng di Pechino, si trova nell’area antica della città. Nella parte più merdionale del vicolo si trova l’arteria Ping’an Dadao che attraversa da est a ovest una parte centrale del nord della città; la sua estremità più settentrionale si trova invece la Via della Torre del Tamburo Est. Fra le due vie, a metà della loro lunghezza e disposta perpendicolarmente rispetto ad esse, si trova Nanluoguxiang, nel cui tratto compresso fra l’hutong Mao’er (il vicolo del cappello) e l’hutong Shajing (il vicolo del Pozzo di sabbia) si trovano più di 30 localini, ognuno dei quali realizzati secondo uno stile diverso. All’interno i localini sono molto graziosi e accoglienti e intimi, uno degli aspetti positivi dell’inverno di Pechino, quando il vento spazza l’aria e gela il volto, e vi servono caffè di diverse qualità.
Questo famoso vicolo fu edificato a metà del XIII secolo: e ancora oggi, ottocento anni dopo secoli di storia, sfide del tempo e a seguito dell’ampio sviluppo delle infrastrutture in città, questi vicoli mantengono la loro struttura originaria risalente ai tempi della dinastia mongola Yuan (1271-1368).
E sembra proprio che questo luogo vada bene a tutti: capita spesso che i proprietari e i loro clienti cenino insieme o continuino a chiacchierare fino al sorgere del sole: è uno di quei luoghi dove se ti capita di dimenticarti il portafogli a casa, ti prestino loro dei soldi.
Una passeggiata lungo la Nanluoguxiang, dà modo di percepirne la tranquilla atmosfera e far dimenticare il caos e il traffico delle grandi strade della capitale. Questo lungo vicolo nei pomeriggi di sole è ombreggiato da alberi e fiancheggiato sui due lati dalle abitazioni quadrangolari a cortile o siheyuan, edificate in stile tradizionale pechinese.
Basta fare alcuni passi e si trova un cartello a mano che promuove la visita di un tradizionale siheyuan. Toc-toc…e una piccola anziana signora ti apre la porta, e vicino vedi un uomo, forse il figlio, che sta riparando una bicicletta all’angolo della strada. Poi la signora ti porta in cucina e ti mostra con fierezza alcune foto scolorite del nonno, che era un insegnante.
Il vicolo e tutta l’area di cui fa parte è oggi un vitale centro per fare acquisti e commerciale, una calamita creativa fatta di una miriade di piccole boutique, gallerie d’arte, negozi di musica, baretti e di più che si abbinano alla tradizionale atmosfera fuori dal tempo: gli abitanti locali che si prendono cura dei loro uccelli in gabbia, mentre Wenyu Nailao, che si dice sia gestito da discendenti dei cuochi delle cucine imperiali, vede le lunghe file di chi vuol gustare il suo noto yogurt.
L’Accademia Centra di Arte Drammatica, una delle più famose in Cina, resta l’istutuzione dominante e influisce nell’area fin dai tempi della sua fondazione, nel 1950. Madre di una serie infinita di personaggi del cinema e della televisione cinese, l’Accademia ha prodotto stelle della portata di Zhang Ziyi (La tigre accucciata e il drago nascosto). All’esterno del portale sono spesso in attesa diversi risciò a pedali. C’è chi ritiene che l’hutong tranquillo e la presenza dell’Accademia di Arte Drammatica abbiano determinato il tono base dei locali e dei negozietti presenti lungo il vicolo.