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Treni a vapore ancora in funzione
Testo e fotografie di Zi Xu

Un motore rombante

Attraversando le immense distese della Mongolia Interna.

Passeggeri su un piccolo treno Jiayang

Rifornimento
Nel 1988 il ministero delle Ferrovie cinesi interruppe la produzione delle grandi locomotive a vapore per favorire la fabbricazione di treni diesel ed elettrici. Oggi, nel nuovo millennio i treni a vapore sono ormai quasi del tutto scomparsi dalle linee nazionali, e di essi restano attivi solo alcuni lungo le linee ferroviarie industriali provinciali e locali, impiegate principalmente per le miniere e dalle acciaierie.

Eppure le locomotive a vapore hanno una ricca storia in Cina. Il Qianjin fu il primo modello a carico pesante progettato da ingegneri cinesi nel settembre del 1956. E di esso se ne feceno altri più di cinquemila treni. Nel cuore di molti cinesi questo tipo di treno è ben più che un semplice macchinario. Simboli dell’industria moderna, hanno unito la Cina più che mai nella sua lunga storia, fungendo da ponti fra ere storiche diverse: dalla rivoluzione industriale all’era atomica. 

Cina Settentrionale: lungo la linea ferroviaria Jitong

Ancora oggi, in Mongolia Interna, la linea ferroviaria Jiton che collega Jining a Tongliao, è operativa: lunga 1.200 km, da quando fu aperta nel 1995, più di cento locomotive a vapore hanno percorso i suoi binari sbuffando attraverso la regione autonoma. Oggi di esse rimangono solo 27 esemplari che corrono lungo un tratto di 150 km, per la gioia degli amanti dei treni e dei turisti giunti da diverse parti del mondo.

Nel mese di dicembre del 2005, l’ultima delle locomotive impiegate nella linea di Jitong per il trasporti passeggeri è andata in pensione. Alcune di esse sono ora ospiti di musei dove i visitatori possono ammirarle; altre, invece, continuano a correre lungo i binari per i turisti che vogliono provare l’emozione di andare a bordo di questi treni tradizionali.

Rispetto ai treni di più recente tecnologia, i treni a vapore hanno alcuni aspetti negativi che ne hanno determinato la necessità di eliminarli: l’alto tasso di consumo e l’essere inquinanti. Eppure, a causa del processo di sviluppo non bilanciato avvenuto in Cina, alcune regioni come la Mongolia Interna e quelle della Cina nord-orientale hanno visto fino a poco tempo fa questi treni sbuffare lungo le ferrovie.  Il progresso ottenuto nel settore tecnologico avrebbe dovuto portare la Cina a mandare le vecchie locomotive in pensione prima, ma alcune economie locali arretrate hanno causato il ritardo del passaggio a treni più moderni. Nel 1995, il costo di un treno diesel superava i tre milioni di yuan, mentre una locomotiva a vapore venduta dalla Compagnia Ferroviaria Nazionale ne costava soltanto 270 mila. Tenuto conto della differenza di costi fu creata l’Azienda Ferroviaria di Jitong, che grazie ai finanziamenti del Ministero delle Ferrovie cinesi e del governo della Regione autonoma della Mongolia Interna acquistò 120 locomotive a vapore: due secoli dopo la comparsa del primo treno a vapore in Inghilterra e cinquant’anni dopo la loro scomparsa in gran parte dei paesi occidentali, sono comparse sulle praterie della Mongolia Interna.

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