| ABBONAMENTO “LA CHINA” |



La passione è un’emozione che ben si relaziona con gran parte delle attività sportive, e che caratterizza non soltanto i grandi campioni del mondo dello sport. Alla televisione sono milioni i telespettatori che assistono alle emozioni di chi partecipa alle gare sportive, a quei tanti momenti di tenacia e coraggio dimostrati sul campo da gioco. Mentre in proporzione sono pochi i fortunati che vi testimoniano di persona.
Il calcio, considerato lo sport di squadra più amato nel mondo, ha un’ampia fetta di appassionati. E Terry Singh, che non ha mai giocato nei mondiali o per il Manchester United, è comunque uno dei più appassionati calciatori, che al calcio dedica il suo costante impegno, insegnandolo in Cina.
“La passione per il calcio mi ha portato in Cina” dice con enfasi. E questa è una risposta originale per la comune domanda rivolta spesso agli stranieri che vivono a Pechino: della vasta scelta di motivi che hanno portato gli stranieri in Cina, l’amore per il calcio non è infatti il più comune. Sebbene amato in tutto il paese, tanto che in occasione dei campionati milioni di cinesi si incollano alla tv, il calcio nazionale viene criticato da gran parte dei giovani appassionati di questo sport internazionale.
Terry Singh ha iniziato a insegnare calcio e a fare l’allenatore per bambini in Inghilterra agli inizi degli anni ’90, e quando Wang Zhang e la Società Avando giunsero in Inghilterra per selezionare degli allenatori disposti a insegnare calcio in Cina colse al volo l’occasione. Grazie alla sua esperienza, conoscenza, il suo zelo e la sua qualifica professionale per allenare, è stato prescelto fra numerosi candidati. E presto ha avuto un notevole successo, quando ha portato la Scuola Media numero 4 di Nanchino a partecipare al campionato del Jiangsu. È stato riconosciuto dal giornale Lo Specchio uno dei “Cento più appassionati” nell’ambito degli allenatori giunti per primi in Asia e di lui si è parlato in diverse fonti dell’informazione fra cui il Quotidiano della Cina.
“Ciò che mi piace dei cinesi è che mi apprezzano per il mio impegno costante e non per il mio aspetto” dice Terry con un sorriso nel volto dalle fattezze indiane. Infatti di tratti Singh è chiaramente indiano, ma casa sua si trova a Leicester, nella parte centrale dell’Inghilterra, dove i suoi genitori, sikh punjab, tanti anni fa immigrarono e dove suo padre ha lavorato per la stessa fabbrica di prodotti alimentari per più di 40 anni. Singh indossa con orgoglio una giacca sportiva su cui sono attaccate le etichette dell’azienda del padre e della squadra di calcio della sua città natale.
In India i gruppi religiosi principali sono quello indù, musulmano, buddista, cristiano e sikh, di cui hanno tratti distintivi etnici e culturali. I sikh sono solitamente associati alla regione Punjab e rappresentano soltanto circa il due per cento dell’intera popolazione indiana (di cui invece circa l’80 per cento è indù) il che rende Terry molto simile al personaggio anglo-indiano del film Bend It Like Beckham, che, come lui, è un calciatore anglo-sikh. Oltre ad allenare, Singh adesso insegna alla facoltà di attività sportive di Pechino dove ha consigliato ai suoi studenti di guardare il film per meglio comprendere le difficoltà che derivano dal fatto di essere atleti multi-culturali.