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Prima della nascita del pianeta, la leggenda vuole che uno yak divino avesse abitato un misterioso vuoto amorfo. Dopo la sua morte i suoi muscoli divennero terra, le sue ossa montagne, la sua pelliccia erba, il suo sangue fiumi, i suoi occhi sole e luna e i suoi parassiti glie esseri umani e gli animali. Così ebbe inizio la vita del mondo. Quest’antica leggenda folcloristica è un mito della creazione che rivaleggia con il libro della Genesi. Lo yak, personaggio della leggenda, vive ancora e si moltiplica nell’altopiano Qinghai-Tibet, una delle specie prevalenti nella Riserva Naturale Sanjiangyuan nella provincia del Qinghai. Sanjiangyuan significa letteralmente ‘fonte dei tre fiumi’ dove nascono i tre più grandi fiumi del mondo: il fiume Giallo, il fiume Yangtze (Azzurro) e il Brahmaputra.




Una delle terre più selvagge dell’epica cinese, quella di Sanjianyuan è considerata ‘area proibita’ agli esseri umani, ma è un paradiso per le specie rare di flora e fauna. Le specie vegetali primitive qui presenti sono migliaia, e centinaia quelle di animali che vivono in questo aspro territorio. Questa terra è anche meta di studi per scienziati e ricercatori, nonché fonte d’ispirazione per intrepidi fotografi. Cui Chunqi è uno di questi ultimi, che fa uso della sua macchina fotografica per esprimere la sua grande riverenza per questa naturale e magica arena.
Sanjiangyuan vanta un ecosistema intatto. Le temperature alpine producono ghiaccio e neve che nutrono le foreste e l’erba. Le piante acquatiche sono la fonte di nutrimento per diverse creature selvatiche. La miriade di organismi forma un’equilibrata catena naturale. Una di esse, il topo della prateria, è considerato un sabotatore della prateria. Ma sono utili anch’essi, membri di una complessa catena alimentare che assicura la sopravvivenza di certi grandi predatori fra cui l’avvoltoio e la lince. A Sanjiangyuan, sia gli animali di taglia piccola come vermi e quelli di taglia grande come i leopardi e gli yak selvatici vivono liberi come quando sono nati, ma condizionati dalle strette gerarchie della natura.


