| ABBONAMENTO “LA CHINA” |



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Tratto da I Dialoghi di Confucio, il detto “Soltanto le donne e gli uomini di basso livello sono difficili da controllare” viene spesso quotato con ironia. E Confucio stesso non avrebbe certo potuto immaginare che un giorno la sua vita sarebbe stata narrata in un film diretto da una regista donna.
Hu Mei è una regista di film di successo, che di recente ha dedicato tre anni della propria vita alla realizzazione del film dedicato a Confucio, costato 150 milioni di yuan e che ha coinvolto un cast di grandi stelle del mondo del cinema cinese, fra cui lo sceneggiatore di Hong Kong Peter Pau Tak-Hei, meglio conosciuto per il suo La tigre e il dragone, con il quale ottenne l’Oscar nel 2000; Kenneth Yee Chung-Man, produttore, scenografo, direttore artistico, costumista e regista, che nel 2006 ottenne una nomina del Premio Accademia per la realizzazione dei costumi del film La maledizione del Crisantemo (in italiano presentato nelle sale dei cinema con il titolo di La Città Proibita); e ancora, il grande attore di Hong Kong Chow Yun-fat e Zhou Xun, nota attrice e cantante cinese.
Confucio è stato presentato al pubblico il 22 gennaio 2010 destando grande attenzione, proprio come per 2.500 anni fecero i pensieri del grande pensatore.
Film di successo
Confucio, filosofo, maestro e fondatore della dottrina confuciana, visse fra il 551 e il 479 a.C. ed ebbe una forte influenza nel pensiero della Cina, i cui pensieri sono diventati sinonimo dei valori etici cinesi.
Mettere in scena sul grande schermo la vita di un tale personaggio dev’esser stato un arduo compito; nei cent’anni di storia del cinema e della produzione televisiva cinese, sono stati in pochi a provare a raccontarlo. Uniche notevoli eccezioni sono state un film del 1940 realizzato dal regista cinese Fei Mu ed una serie televisiva prodotta circa dodici anni fa.
In tanti hanno avuto delle riserve sul fatto che la regista volesse prendersi il grande impegno di presentare un tale importante personaggio, la madre stessa della regista compresa; ma Hu Mei ha avuto anche la fortuna di avere ancor più numerosi sostenitori entusiasti che l’hanno incoraggiata a realizzare il suo progetto.
Per essere certi che il film fosse accurato dal punto di vista storico e accettabile, in generale, è stato revisionato ben 33 volte. Per il numero di scene che lo costituiscono, più di 3.500, ha superato qualsiasi altro film precedentemente prodotto in Cina. Ogni dettaglio è stato curato con precisione e realizzato dopo averne effettuate precise ricerche; ognuno di essi è stato preparato in modo da presentare il periodo storico quanto più precisamente possibile: dai costumi alle armi, alla realizzazione delle scene. I fossati delle città, le corti reali e perfino una scena di schiavi seppelliti vivi, tutto è stato realizzato rifacendosi alla versione autentica dei fatti storici.