| ABBONAMENTO “LA CHINA” |



Chi sostiene invece le autorità scolastiche dicono che se la Scuola della Madre di Confucio opera come scuola deve attenersi alla legge della scuola dell’obbligo. Ritengono infatti che la concentrazione degli studi sulla cultura tradizionale impedisca lo sviluppo dei bambini in campi quali le scienze moderne e la tecnologia e che infine riducano la possibilità di sviluppare il loro potenziale formativo in generale.
E la maestra Lu non si è arresa così facilmente. Ha sottoposto una richiesta all’Amministrazione della Formazione Scolastica del Municipio di Shanghai perché facessero una revisione amministrativa del suo caso. Per continuare a ricevere i nuovi alunni che sono giunti in grandi numeri dopo la pubblicità dei media, la maestra Lu si è trasferita di sede. La rapida crescita dell’iscrizione da parte di numerosi alunni ha determinato l’acuirsi dell’opposizione, causando maggiore frizione sia da parte delle autorità competenti, che dal comitato del vicinato, che si lamentava che le operazioni della scuola disturbavano la comunità dei residenti. Il campo di pallacanestro della scuola è diventato il cortile da gioco della Scuola della Madre di Mencio e le strade circostanti si sono congestionate per la presenza delle auto della scuola e dei genitori dei bambini che la frequentano; inoltre i bambini continuavano a giocare nei prati, causando rumori e suoni indesiderati. Il comitato del vicinato ha fatto richiesta che la scuola si trasferisse e le autorità di Shanghai ne hanno ordinato la chiusura, minacciando di portare il caso a processo.
Ancora oggi la Scuola della Madre di Mencio è in lotta sulla questione, ma continua a portare avanti il suo progetto, pian pianino, rifiutandosi di concedere interviste.
E continua ad essere una fonte di ispirazione per altre scuole, che, simili, continuano a sorgere nel paese, per insegnare la letteratura classica antica, insieme a filosofia, musica tradizionale, calligrafia, pittura cinese, cerimoniali del tè e altre tradizioni tipiche della cultura cinese.
E pare che la questione tirerà avanti ancora per le lunghe.
In che modo allora può, la cultura tradizionale cinese, sopravvivere e svilupparsi sullo sfondo del forte impatto della civiltà occidentale moderna? Sebbene le scuole private vecchio stile Sishu, come quelle in cui studiò e insegnò Zhu Zhizhong, non esistano più, vi è una crescente domanda di sistemi di insegnamento privati come l’esempio della Scuola della Madre di Mencio, che hanno riportato alla ribalta i metodi educativi confuciani, nonostante tutti gli ostacoli e le difficoltà che si trovano ad affrontare.
Il futuro dello sviluppo della cultura cinese e della tradizione della scuola Sishu è precario nell’era della globalizzazione, ma chissà che vi sia un giorno in cui ambo le parti del dibattito potrebbero condividere l’idea che, la prova di un buon budino sta nel mangiarlo.