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Un villaggio ricostruito dopo il devasto del terremoto
Testo di Li Lijuan

La costruzione del nuovo villaggio è stata gestita e supervisionata dal governo municipale di Jiangmen. Le case comprendono 52 metri quadrati di spazio abitativo più una cucina e un bagno fuori nel retro per un totale di 90 metri quadrati del valora, ciascuna di 60.000 yuan, in gran parte sovvenzionate dal governo centrale e con il sussidio di Jiangmen. Ogni famiglia ha dovuto pagare soltanto la somma di 5.000 yuan.

       Oltre alle case, i sussidi garantiti da Jiangmen hanno permesso la costruzione di 15 km di strada di cemento che collega il villaggio alla strada statale e sistemi di collegamento dell’acqua proveniente da un altro comune situato a 13 km e mezzo di distanza. Ora Luobozhai ha l’acqua corrente e potabile a casa: finalmente si è concluso quel periodo in cui i locali erano obbligati a recarsi alle fonti della montagna per avere dell’acqua da bere. Jiangmen è responsabile degli aiuti per la ricostruzione di nove villaggi del comune di Yanmen, fra i quali a Luobozhai è stato garantito il sostegno maggiore, pari a un investimento totale di 30 milioni di yuan. “Senza il sostegno del governo centrale avremmo pianto soltanto a seguito di tale disastro” dice Zhang Zhipin, anziana signora del villaggio.

       Tuttavia presto ci si è resi conto che l’aspetto delle nuove case costruite frettolosamente, non erano adeguate per alcune delle famiglie più grandi del villaggio. Anche perché molti abitanti del villaggio ritengono che la rigida disposizione delle nuove case sui terrazzamenti, non ha più la bellezza delle abitazioni del vecchio villaggio.

Queste lamentele sono giunte a Ma Qianguo. “Le nuove case sono state costruite in cemento armato, solide a sufficienza da avere fino un secondo o, addirittura, un terzo piano” spiega. “Il progetto iniziale prevedeva un secondo piano, ma allora eravamo ansiosi di avere una casa quanto prima possibile così che ci siamo accontentati del primo piano. Il nostro villaggio era stato colpito gravemente dal terremoto per cui operare nel nostro villaggio dove vi era mancanza di denaro e di attrezzatura, la ricostruzione era cosa ben difficile”.

Il signor Ma ha però pianificato con cura la prossima fase. “Il primo passo è costruire un piano su ogni casa” dice. “Quando il terremoto ha distrutto le nostre case abbiamo perso tutto per cui dovevamo dipendere sul sostegno del governo. Ora che il nostro standard di vita e le nostre capacità di produzione sono migliorate dobbiamo ricostruire le nostre case con le nostre mani e il nostro denaro”.

Ma ha iniziato la costruzione del secondo piano di casa sua facendo uso dei propri risparmi e, subito dopo di lui, numerose altre famiglie hanno seguito il suo esempio. Secondo il signor Ma, presto il 60 per cento delle famiglie darà inizio alla costruzione del secondo piano. “Quando avremo finito, le case verranno decorate in maniera tale da assumere tratti più caratteristici della nostra identità etnica, con lastre di pietra agli angoli dei muri, pietra bianca come tegole per i tetti e fango giallo che riveste i muri” ha aggiunto.

Tuttavia la maggiore preoccupazione del capo villaggio è il futuro sviluppo del villaggio.

Prima del terremoto gran parte degli abitanti del villaggio coltivavano pepe sichuanese e si recavano in città per dedicarsi a lavori a breve termine che procurasse loro maggiore quantità di denaro. Qui è ideale coltivare mais, ma il basso prezzo con cui il mais viene pagato non è in grado di portare gran ricchezza agli abitanti locali. Nel 2007 un’agenzia di viaggi ha investito nello sviluppo del turismo locale che ha attratto ben più di 40.000 turisti quell’anno. Gli abitanti hanno fornito servizi di ricezione e venduto prodotti locali ai turisti attraverso cui hanno visto giungere rapidamente del profitto. Sfortunatamente questo  nuova fonte di speranza è stato in seguito frantumata dal terremoto.

Per completare le infrastrutture della città e riavviare le attività turistiche quanto prima possibile, Ma Qianguo intende restaurare il vecchio villaggio che si affaccia proprio sul lato opposto della strada. Il punto più elevato sul quale in passato prima si trovavano 50 case, è stato raso al suolo completamente e, secondo il progetto del capo villaggio, il sito dovrà restare così com’è, a memoria del terremoto, ma l’area periferica che aveva più di 160 case verrà restaurata e riportata al suo aspetto originale per attrarre un numero maggiore di turisti.

Inoltre, grazie all’aiuto dei mezzi di comunicazione, le ciliege qui prodotte sono diventate famose e sono oggi molto richieste. Quando il terremoto ha interrotto la possibilità di trasporto, milioni di ciliege raccolte sono andate a male. E il capo villaggio ha allora chiesto aiuto ai media per aiutare il villaggio a promuoverle. E con sua sorpresa, molte persone che in origine avevano comprato le ciliegie semplicemente per dare una mano di sostegno ai contadini delle aree colpite, si sono poi innamorate del loro gusto unico. Nel 2009 le ciliege di Luobozhai hanno avuto successo nel mercato e hanno portato ricchezza alla città.

“L’anno prossimo le migliorie realizzate al nostro villaggio saranno completate e allora potremo dedicarci al restauro del vecchio villaggio”. E sorridendo dice: “Allora vedremo giungere tanti turisti e la vita qui sarà sempre più prospera”.

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