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In un palazzo di uffici in via Zhichun a Pechino, diversi bambini fanno pratica di Kung Fu sotto l’attenta guida del maestro Zhang Xiaohang. I loro movimenti non sono ancora quelli ortodossi, ma non mancano certo d’entusiasmo, gridando e strillando mentre praticano le loro tecniche. Il maestro Zhang cammina nella stanza con le mani unite dietro la schiena e un grande sorriso in volto, e a volte corregge gli errori. Sul muro è appesa un’iscrizione su cui vi sono quattro caratteri cinesi che significano “Praticare le arti marziali e la moralità”.
Il maestro Zhang è una figura leggendaria nel circolo ristretto delle arti marziali a Pechino, dove si parla del suo notevole talento. Si dice che i suoi studenti siano in grado di saltare cinque metri in alto dopo soli tre o quattro anni di suoi insegnamenti. “Questo accade soltanto nei film di Kung Fu” dice ridendo. “Pratichiamo le arti marziali da anni, ma siamo ancora normali esseri umani”.
Zhang è un discendente di quarta generazione della Casa del Terzo Zhang, rinomato clan di Kung Fu a Pechino. “I miei antenati sono tutti stati guardie del corpo degli imperatori” dice con fierezza. I rapporti stretti della sua famiglia con il Kung Fu risalgono a più di 400 anni or sono. La fama del nome Zhang ha raggiunto il suo apice durante il regno dell’Imperatore Tongzhi (1856-1875) della dinastia Qing (1644-1911).
Il bisnonno del maestro Zhang, Zhang Changzhen, era chiamato “Terzo Zhang ubriaco” per la sua tendenza a bere più di quanto era in grado di reggere. Era il terzo figlio della famiglia Zhang e iniziò a praticare arti marziali fin da piccolo, di cui fondò in seguito la scuola di Kung Fu “Casa del Terzo Zhang” che ottenne un considerevole successo. E fu prescelto per diventare moschettiere imperiale.
Nel 2007 il kung Fu della Casa del Terzo Zhang è stato l’unico stile di Pechino a entrare nella lista di Patrimoni culturali intangibili della Cina. Il maestro Zhang racconta che la sua famiglia usava insegnare il Kung Fu segretamente, così che la storia delle loro tecniche si è velata di mistero. Per 400 anni la Casa del Terzo Zhang ha influenzato altre sette di Kung Fu e le sue tecniche sono state tramandate accuratamente di generazione in generazione. Chiamata “fossile vivente” delle arti marziali perché risale al tempo della fine della tarda dinastia Ming (1368-1644), la storia dei Zhang emerge fra numerose altre scuole.
In passato molti clan cinesi di Kung Fu insegnavano i propri segreti soltanto alla cerchia ristretta dei membri della famiglia. E quando non aveva più eredi, le sue tradizioni uniche scomparivano con essi; molti aspetti della cultura cinese, trasmessi per secoli di bocca in bocca, sono via via scomparsi in questo modo.
Nel mese di settembre del 2009, Zhang ha fondato la Scuola di Arti Marziali di Changzhen che riceve studenti e pubblica libri intesi a diffondere il Kung Fu del suo clan e mantenere viva la storia della sua famiglia. La scuola offre corsi di formazione per bambini di diverse età, dai due ai 12 anni. “Il Kung Fu è un buon modo per i bambini di esercitare il potere di volontà” spiega Zhang. “Le arti marziali sono una forma d’arte che integra un regime di allenamento che lavora sull’aumento di flessibilità, velocità, forza e resistenza. I bambini che praticano il Kung Fu sono solitamente più forti dei loro coetanei, sia fisicamente che mentalmente”. I corsi di Kung Fu della scuola Zhang sono famosi e di successo. Alcuni studenti hanno vinto premi d’oro alle gare di arti marziali per bambini.