| ABBONAMENTO “LA CHINA” |



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La partecipazione di Yang alle conferenze internazionali gli ha permesso di conoscere numerosi amici e gli ha dato popolarità, sia in Cina che all’estero. Oggi riceve inviti regolarmente da tutto il mondo, per partecipare a conferenze in Germania, Stati Uniti, Francia, Italia, Svizzera e Spagna. Nelle fasi in cui viaggia meno gli piace visitare e collaborare con famosi specialisti di tatuaggi per scambi di idee e consigli.
A Yang piacciono i tatuaggi di bellezza sul viso, che sono dolorosi, ma portano gioia. C’è chi spende denaro per farsi operare e migliorare l’aspetto del proprio viso per cui non c’è da sorprendersi che ci sia chi sopporta gli aghi per dare più fascino al proprio corpo. Yang fa notare che il fotografo del National Geographic, Chris Rainier, che ha trascorso sette anni in 30 paesi per documentare tradizioni sull’arte del tatuaggio, del piercing ed altre forme d’arte di alterazione del corpo, ha chiamato il tatuaggio un rituale. Yang condivide la filosofia di Rainier per cui marcare il corpo umano è il modo più diretto di esprimere identità e spiritualità.
E dice che le opinioni in Cina sui tatuaggi stanno cambiando. In passato il tatuaggio era segno dell’appartenenza a un gruppo violento organizzato o criminale. Negli ultimi anni invice la tendenza del pubblico ha visto un crescente interesse nei confronti della diversità culturale, alimentato da un maggior flusso di informazioni culturali giunte dall’Europa, dagli Stati Uniti e dal Giappone. I tatuaggi ono sono più ritenuti così taboo come in passato. Molte coppie si tatuano il nome o il viso del proprio compagno sul corpo a prova della loro devozione. “Conosco una donna che si dice essere la più tatuata al mondo. Ogni centimetro del suo corpo è ricoperto da tatuaggi, perfino la testa” dice Yang. “C’è chi si sorprende a scoprire che si tratta di una persona così buona. In tanti hanno ancora pregiudizi contro il tatuaggio, e ciò non accade solo in Cina. La società cinese sta via via diventando sempre più tollerante. Dopo essere stati esposti a un numero maggiore di elementi che non comprendono, gran parte della gente non generalizza più tutto quanto classificandolo ‘giusto’ o ‘sbagliato’.
Sebbene trascorra più giorni all’estero che in Cina, a Yang piace stare a Pechino quando si avvicina la Festa di Primavera. “Di recente in Cina il mercato dei tatuaggi è cresciuto in maniera esponenziale” rivela. “Molti giovani amano avere un tatuaggio sulla pelle per seguire le tendenze e mostrare la propria personalità. Oggi le tecniche di tatuaggio in Cina, i concetti e l’abilità sono pari agli standard intenazionali”. Ma ammette che a confronto conil maturo mercato straniero il settore del tatuaggio in Cina manca di standardizzazione. All’estero gli esperti di tatuaggio devono avere dei certificati per poter praticare la loro arte e chi ne fa la propria professione deve avere delle apposite licenze, per cui, ammette, in Cina questo settore è ancora in fase di sviluppo.
Anche quando cerca di godersi le vacanze a Pechino Yang riceve visite di continuo dai clienti che giungono da tutto il mondo. “Non avevo mai fatto nessun tatuaggio prima di vedere i lavori di Yang,” dice Sui, un disegner di cucine che vive in Nuova Zelanda. “Combina insieme con delicatezza elementi orientali e occidentali per creare qualcosa che è al contempo tradizionale e innovativo”.
“Dopo così tanti anni di esperienza ho trovato finalmente il mio posto in questo settore” dice Yang sorridendo. “Mi rendo conto di dover continuare ad aggiornarmi, studiando per dare il meglio di me stesso e realizzare ogni mio sogno in quanto artista creatore di tatuaggi. Per me l’arte del tatuaggio è ben più di una tazza di riso (modo di dire in cinese che si riferisce al “lavoro”): ma un modo per dimostrare il massimo e fare quanto di meglio mi sia possibile”.