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Infine, Peng ritiene che le grosse spese necessarie perché un sito diventi un patrimonio mondiale riconosciuto valgano la pena. E dice che per strutture che corrispondano ai criteri riconosciuti dall’UNESCO necessitino inevitabilmente di effettuare spese extra e che, comunque, il denaro speso in tali progetti associati a una richiesta di ammissione alla lista determino un grande potenziale di sviluppo. Di solito, problemi che storicamente possono aver ostacolato lo sviluppo in una certa area di sviluppo turistico vengono in seguito risolti nel corso del processo e una proporzione molto ampia dei progetti di investimenti di sostegno promuovono la crescita sociale ed economica della regione interessata. “È chiaro poi che negli ultimi anni i grandi cambiamenti si siano verificati non soltanto nei siti turistici ma anche in aree periferiche” continua Peng in maniera ottimista “il che assicura le basi sicure per lo sviluppo futuro”.
Le esperienze precedenti dimostrano che dopo che dei siti turistici entrano a far parte della Lista di Patrimoni Mondiali, il boom turistico che segue contribuisce a far accrescere la crescita del PIL, aspetto che fa certo piacere alle amministrazioni locali. Dopo che una richiesta viene accettata, un sito-patrimonio diventa una destinazione raccomandata dall’UNESCO e dall’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite. Secondo il diretteore dell’Istituto di Ricerca dei Patrimoni Culturali e Naturali, dell’Università di Nanchino, una richiesta accettata testimonia le condizioni di protezione ambientale, della qualità dei servizi, della sicurezza del luogo, tutti aspetti che stimolano lo sviluppo del turismo locale. Per esempio, le entrate derivate dal biglietto di entrata all’antica cittadina di Pingyao nel 1997 era pari a 1 milione e 250 mila yuan, quando fu designata Sito Patrimonio Mondiale; nel 2008 questa cifra è salita a 75 milioni di yuan. Le entrate del settore turistico sono salite dagli iniziali 12,5 milioni di yuan nel 1997, pari allo 0,96 per cento del suo PIL, a 670 milioni di yuan nel 2008, pari al 13,91 per cento del PIL dell’area. L’inclusione della cittadina nella lista dei Patrimoni Mondiali le ha dato modo ad alcuni settori dell’economia locale di effettuare un salto nello sviluppo. Casi come questo determinano certamente l’entusiasmo in tutto il paese.
Certo è che le spese eccessive per la richiesta di inserimento di un sito nella lista dell’UNESCO di rado non ricevono critiche pubbliche. Alcuni esperti ritengono che tali benefici economici siano sopravvalutati: gli elevati costi preliminari causano forte pressione finanziaria sulle amministrazioni dei governi locali, portando in questo modo all’aumento del costo dei biglietti di entrata.
Un ufficiale della stampa del Comitato dei Patrimoni Mondiali ha sottolineato il fatto che le autorità nazionali e locali debbano trovare un equilibrio fra i finanziamenti della gestione dei siti-patrimoni e la conservazione dei tesori per le generazioni future rendendole accessibili al pubblico, perché i “patrimoni mondiali appartengono a tutti noi. E devono essere condivisi dall’umanità…proprio come l’acqua e l’aria”.