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Un tè speciale
Testo di Wang Lei Fotografie di Wang Lei e Jin Xiang

 

Per diverse notti abbiamo dormito sul pavimento di legno e osservato le stelle scintillanti attraverso un piccolo lucernario sul tetto. Le assi di legno che ricoprivano il pavimento erano grezze e di diverso spessore, che occhi esperti potevano comprendere che si trattava di legno di buona qualità. Il popolo Aini, una diramazione del gruppo etnico degli Hani, vive tradizionalmente in case di legno molto buie all’interno e solo di recente le famiglie più benestanti hanno costruito case più solide di cemento con tetti ricoperti di tegole e muri bianchi e dei balconi decorativi rifiniti di ferro che contrastano fortemente con le abitazioni più antiche.

       Bie Lan, coltivatore di tè del villaggio Hekai, della contea di Menghai sotto la giurisdizione della Prefettura Autonoma del Xishuangbanna - Dai, ci ha dato il benvenuto a casa sua. Era la stagione del raccolto del tè primaverile, per cui aveva la casa piena di foglie di tè un po’ dappertutto, che emanavano un delicato aroma che ci ha cullati fino al sonno tutte le notti e risvegliati mattino. Attratti dal leggendario tè del grande albero Dashu, abbiamo viaggiato da nord per visitare questo villaggio di montagna.

       Bie Lan, il nostro ospite, è un uomo minuto, con gli occhietti sempre sorridenti. Nonostante le rughe e le mani segnate dal lavoro, la moglie, Che Pei, ha grandi occhi brillanti che emettono un fascino irresistibile. Di solito, indipendentemente dall’ora in cui sono andati a letto la notte precedente, la coppia si alza alle 4 del mattino, tagliano la legna e cucinano da mangiare per la giornata che trascorreranno fuori casa. Intorno alle cinque e mezza partono in groppa alla moto diretti alla strada di montagna dove vanno a raccogliere le foglie di tè.

       La loro piantagione è distante dal villaggio, per cui, quando gli abbiamo proposto di unirci a loro quel giorno, hanno deciso di prendere il trattore per racarvicisi, anche se il veicolo ha creato un po’ di complicazioni a Bie Lian visto che, prima della partenza ha dovuto dare una controllatina alle ruote e al serbatoio; anche se noi non abbiamo compreso la sua preoccupazione se non fino a dopo che siamo partiti. Infatti il piccolo motore del trattore è stato messo a dura prova dovendo salire in montagna col carico di cinque adulti. Dopo 40 minuti di terribile salita nella strada bianca costruita in tre anni dai contadini locali (per agevolare la raccolta del tè), il trattore è finalmente giunto al parcheggio vicino alla cima della montagna. Durante la stagione del raccolto ogni famiglia viene qui in moto a raccogliere le foglie di tè. Alcuni si portano da mangiare già preparato a casa, altri invece cucinano direttamente qui.

       Con gli attrezzi in mano, siamo saltati giù dal trattore e fatto gli ultimi passi per arrivare alla piantagione di Bie Lan. Il pendio era molto scosceso, rivestito di un verde lussureggiante. Osservandomi attorno non riuscivo a vedere gli alberi di tè. Quando l’ho chiesto a Che Pei, mi ha detto che erano dappertutto. E sebbene sapessi che questi alberi da tè sono diversi dale solite piante di tè, mi hanno molto colpito le loro dimensioni: solitamente alti 2 metri, se non più alti ancora.

     

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